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Enciclopedia Acqua & Farma
Acqua & Farma


BELLEZZA E PELLE ACQUA & FARMA


L'importanza di bere per mantenere bella e sana la cute
Ogni essere umano è costituito mediamente, per il 75% di acqua. Una corretta idratazione è quindi fondamentale per il benessere dell'organismo e per la vita delle cellule del nostro corpo. Il modo migliore per mantenere la pelle idratata è bere acqua; per questo seguire i consigli degli esperti è indispensabile se si vuole avere una pelle giovane e bella ed un organismo sempre in salute.

L'IMPORTANZA DEI SALI
Il dermatologo plastico Antonino Di Pietro sottolinea l'importanza della presenza dei sali minerali sciolti nelle acque da tavola. "Quando si beve l'acqua minerale - afferma - i sali introdotti nel nostro organismo diventano indispensabili per la vita delle cellule e per le loro funzioni, tra cui quella di riprodurre collagene ed elastina, mantenendo cosi la pelle giovane. Inoltre, una corretta idratazione mantiene i vasi capillari elastici e permette un ottimo afflusso di sangue. Ne consegue una pelle ben nutrita e sana".

COME IDRATARE
Secondo Di Pietro la cosa migliore da fare per idratare la pelle è bere. Una certa quantità di acqua arriva sulla cute attraverso l'uso di cosmetici e creme, i quali permettono di mantenere la pelle idratata in superficie. La maggiore idratazione avviene però all'interno dell'organismo, quando si beve. "La pelle interna " afferma il dermatologo - quando è ben ricca d'acqua, viene mantenuta vitale". L'idratazione avviene anche quando si mangia, con l'acqua contenuta all'interno degli alimenti che consumiamo, e durante la respirazione, in cui entra dalle vie respiratorie una certa quantità di vapore acqueo e di umidità.

I RISCHI DELLA DISIDRATAZIONE
La disidratazione, sia interna che della cute, comporta dei rischi per l'organismo. La dermatologo Magda Belmontesi, docente alla Scuola Superiore di Medicina Estetica "Agorà" di Milano ed al Master di Medicina Estetica dell'Università di Pavia, sottolinea come una pelle poco idratata sia più ruvida e meno protetta dalle aggressioni esterne. "La poca idratazione - afferma - comporta l'irrigidimento delle fibre di sostegno del derma ed una progressiva perdita di idratazione e di turgore (gonfiore), sia del derma che delle mucose, come quelle delle labbra, le più esposte". La dermatologa avverte inoltre del rischio di un invecchiamento precoce della pelle causato da una cattiva idratazione.

NUTRIRE BENE LA PELLE
I medici dell'istituto australiano HAPS (Hunter Area Pathology Service) hanno studiato le questioni principali legate alla cura della pelle. Per nutrirla nella giusta maniera, secondo i ricercatori occorre valutare attentamente ciò che mangiamo e beviamo, ma anche prestare attenzione all'utilizzo di creme e saponi con i quali idratiamo la pelle.
Ciò che in una persona in sovrappeso appare essere grasso è spesso soltanto una ritenzione d'acqua. Quando il corpo introduce poca acqua, avverte questa scarsità come una minaccia e ne trattiene ogni goccia: questo si traduce in piedi, mani e gambe gonfi, mentre quando beviamo acqua in abbondanza, il corpo elimina spontaneamente gli eccessi di liquidi. L'acqua se non la bevi la mangi! L'acqua pura non è importante solo per le diete, ma per avere il meglio anche da tisane e tè, importanti per la salute, la bellezza e la depurazione, per lavare gli alimenti e per cucinare. Con un'acqua pura è visibilmente e sensibilmente tutto più buono.

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L'acqua è l'elisir di gioventù e benessere per eccellenza


Salute e bellezza. Ecco cosa dona l'acqua al nostro corpo. Eppure tante, troppe volte ci dimentichiamo di bere. Soprattutto nei mesi invernali, quando la sete non bussa alla porta, crediamo che idratare il nostro corpo non sia cosi necessario. L'acqua, però, è una risorsa basilare e di indiscussa importanza tutto l'anno.

PERCHé L'ACQUA è IMPORTANTE
Il 60 per cento del peso corporeo è costituito da acqua, una fonte inesauribile di sostanze nutritive per le cellule e gli organi di tutto l'organismo. Berla correttamente durante tutto l'arco della giornata è, quindi, di vitale importanza."| nostri corpi perdono acqua in ogni momento" afferma Tricia A. Howard, dottoressa e membro dell'Università del Sud, Savannah College of Health Professions "persino quando si respira. è perciò fondamentale reintrodurla in modo regolare senza mandare in tilt il nostro benessere fisico".

QUANTO BISOGNA BERE?
Gli uomini normalmente hanno bisogno di circa tre litri, o 13 bicchieri al giorno di acqua, mentre per le donne 2 litri, o 9 bicchieri, sarebbero più che sufficienti. Una quantità non esagerata se si fraziona l'apporto in tutta la giornata. Se però bere solo acqua annoia c'è una soluzione. "Le bevande a base di acqua e con un basso contenuto calorico sono validi sostituti" spiega Howard "ma attenzione alle bevande zuccherate che causano l'aumento di peso".

BENEFICI DI BELLEZZA
"Bere un bicchiere d'acqua è una delle cose più facili che ognuno di noi può fare" continua Howard "e considerando i suoi grandi benefici dovrebbe diventare una sana e buona abitudine per tutti". La prima a ringraziare sarebbe proprio la pelle che diventerebbe, senza ritocchi o sedute costose ed estenuanti nei centri di bellezza, più elastica, brillante e giovane.

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LA SICUREZZA ACQUA & FARMA


Spesso l'acqua che beviamo o che utilizziamo per cucinare non è perfettamente pura; infatti, in essa possono essere presenti, sostanze inquinanti quali piombo, mercurio, nitrati, calcare, batteri, ecc.
A volte anche l'acqua che acquistiamo, non riesce a garantire la giusta sicurezza a causa degli elevati valori di residuo fisso e di durezza in essa contenuti che potrebbero essere nocivi all'organismo.
Migliore è l'acqua, migliore è la nostra vita. L'acqua purificata, è ideale per neonati, adulti ed anziani. Per la sua minima mineralizzazione e il ridotto (o nullo) contenuto di nitrati e di batteri, può essere impiegata nella diluizione dei latti artificiali, per evitare la "metaemoglobinemia" e la "gastrite del lattante", provocata dall'invasione di germi nella mucosa digestiva del lattante e per la sterilizzazione di biberon e tettarelle. Gli anziani, poi sono considerevolmente più esposti a rischi di patologie cardiovascolari e problemi renali, ed è inevitabile che con il progredire degli anni si assista ad una riduzione in termini di efficienza dei meccanismi di controllo. Un'acqua pura e leggera, garantisce una corretta idratazione che è alla base di una buona azione preventiva. Spesso l'acqua che beviamo o che utilizziamo per cucinare non è perfettamente pura; infatti, in essa possono lo con aspetto molto importante quanto dispendioso in termini di tempo.

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RISPARMIO, PRATICITà ED ECOLOGIA

Gli italiani sono certamente i più grandi consumatori al mondo di acqua minerale: ne consumano circa nove miliardi di litri all'anno, pari a un consumo pro capite di 15O litri.
Sembra che questo enorme consumo sia dettato da due precise ragioni: la scarsa o addirittura inesistente fiducia nei confronti dell'acqua di rubinetto e le ossessive campagne pubblicitarie che esaltano le numerose qualità benefiche dell'acqua minerale.
Ogni giorno ci succede di vedere sulla stampa e in televisione una raffica di spot pubblicitari (pagati poi dagli stessi consumatori...) che esaltano una determinata virtù benefica di quell'acqua minerale piuttosto che la virtù benefica di quell'altra; il tutto "condito" da uccellini che posano sul bicchiere del testimonial o di rondinelle cristalline che svolazzano beate.
Ma le numerose acque minerali in commercio (ormai se ne contano più di trecento...) non sono tutte cosi "benefiche" come vogliono farci credere.
Ci sono in vendita molte bottiglie che contengono un'acqua cosi poco benefica che se uscisse dal rubinetto verrebbe dichiarata addirittura non potabile a causa del contenuto fuori limite ("fuorilegge") di alcune sostanze chimiche nocive alla salute.
Su segnalazione di alcune associazioni di categoria, e dopo opportune indagini, l'Unione Europea ha diffidato l'italia dal continuare a permettere la vendita di acque minerali contenenti addirittura 19 sostanze chimiche pericolose in concentrazione di gran lunga superiore a quella ammessa per le acque potabili distribuite dagli acquedotti.
Emblematico è il caso del'arsenico: limitato a 50 microgrammi per litro nell'acqua di rubinetto e tollerato fino a 200 milligrammi per litro nelle bottiglie di acqua minerale.
Ciò è possibile grazie ad un Decreto Legge, esattamente il numero 542 del 1992, che sembrerebbe fatto su misura per le Società che imbottigliano e commercializzano le acque minerali.
Questo Decreto Legge ha innalzato i valori massimi ammissibili per alcune sostanze chimiche presenti nell'acqua minerale rispetto a quelli stabiliti per l'acqua potabile erogata dagli acquedotti, rendendo cosi commercializzabili acque assolutamente non potabili.
Inoltre, alcune Procure della Repubblica (Torino e Bari) hanno recentemente ordinato ai NAS (Nuclei Anti Sofisticazioni) dei Carabinieri di sottoporre ad analisi le acque minerali vendute in Italia.
Ecco l'inquietante scoperta dei NAS : " i sistemi di analisi adottati da alcuni laboratori che controllano la qualità delle acque minerali sono tarati in modo tale da non rilevare la presenza di certe sostanze chimiche nocive anche quando ci sono..."
Il quadro è veramente preoccupante, visto che si gioca con la nostra salute, anche se questo non vuole assolutamente dire che tutte le acque minerali in commercio siano cosi ingannevoli.
Fortunatamente ci sono in vendita delle acque minerali che sono veramente di ottima qualità. Certo, queste ottime acque minerali sono un po' costose e non sempre si trovano negli scaffali del supermercato, ma vale la pena cercarle.

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Acqua & Farma cardiologia


| soggetti adulti e in buone condizioni fisiche sono in grado di attivare senza conseguenze negative i fisiologici meccanismi di autoregolazione. ben diverso il caso dei cardiopatici e delle persone anziane che costituiscono gruppi a rischio elevato di complicazioni. Le patologie cardiache sono di più frequente riscontro negli anziani e i soggetti cardiopatici sono particolarmente "fragili" nei confronti di condizioni di stress calorico.

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Pazienti con scompenso cardiaco


Nei pazienti affetti da scompenso cardiaco il cuore si trova in una posizione di equilibrio precario dovendo mantenere un'efficace condizione di pompa in condizioni di scarse risorse contrattili. Un'ulteriore richiesta energetica può rendere instabile il paziente provocare un peggioramento clinico. Tra i più comuni sintomi c'è la "dispnea"o difficoltà respiratoria, che può verificarsi durante attività anche modeste e addirittura a riposo e nelle ore notturne. Il paziente si accorge di ricevere beneficio e di respirare meglio in posizione seduta piuttosto che sdraiata. E di facile riscontro anche la presenza di "edemi" (o gonfiore) degli arti inferiori che sono le parti più basse del corpo, dove, più spesso, per forza di gravità, si depositano i liquidi.

Pazienti con ipertensione arteriosa
Le Società medico-scientifiche internazionali fissano i limiti di normalità della pressione arteriosa al di sotto di 140/90 mm di mercurio. A causa degli effetti del caldo sulla ridistribuzione ematica, della vasodilatazione cutanea e della possibile disidratazione, in linea generale i valori di pressione arteriosa, sia la massima che la minima, tendono a diminuire, anche significativamente. I pazienti possono non avvertire alcuna sensazione spiacevole o, al contrario sentire un forte senso di spossatezza o addirittura una riduzione del senso di equilibrio. è sempre necessario avvertire il proprio medico curante, in caso di sintomi preoccupanti, soprattutto se mai avvertiti prima o in presenza di variazioni di pressione molto evidenti (dell'ordine di 20-30 mm di mercurio o più). Perché tali variazioni abbiano una reale importanza è necessario, tuttavia, che siano stabili cioè rilevabili su almeno due misurazioni consecutive effettuate a poche ore o ad un giorno di distanza.

Consigli in caso di ipotensione
| soggetti con valori di pressione sistolica inferiore a 100 mm Hg possono avvertire saltuariamente sensazioni di astenia o vertigini che durante le alte temperature estive tendono ad accentuarsi. In alcune situazioni "a rischio" come in presenza di caldo, disidratazione, impegno psico-fisico, forti emozioni, affollamento e prolungata stazione eretta, alcuni soggetti, ipotesi in condizioni di base, possono perdere coscienza e cadere. Si tratta del classico "svenimento" o "sincope vasodepressiva" in termine medico. La sincope vasodepressiva è in genere preceduta (non sempre!) da malessere generale, nausea, sudorazione. I soggetti, a volte consapevoli della possibilità di caduta a terra, ai primi segnali, possono mettersi seduti o meglio sdraiati ed evitare la sincope. è indispensabile mantenere un buon livello di idratazione ed evitare per quanto possibile le situazioni cosiddette "a rischio". Dopo pochi secondi in posizione sdraiata la pressione ritorna su valori normali ed i soggetti si riprendono completamente. In caso di sincope, accertato che si tratti di una forma vasodepressiva con il rilievo di un normale polso periferico, è utile aumentare il ritorno venoso.

Pazienti con storia di infarto miocardico
In genere i pazienti che hanno sofferto di un infarto miocardico possono riprendere in breve le loro abituali occupazioni. Tuttavia in rari casi la contrattilità cardiaca può risultare gravemente compromessa e causare insufficienza cardiaca, una condizione che richiede l'uso di farmaci o l'impianto di pacemaker/defibrillatori. Può essere necessario in tali pazienti un'accurata sorveglianza dei sintomi di insufficienza cardiaca o di un eventuale comparsa o ripresa della sintomatologia anginosa. Infatti, la riduzione eccessiva della pressione arteriosa diastolica (pressione minima) dovuta alla vasodilatazione, associata all'aumentato tono simpatico e quindi della frequenza cardiaca possono ridurre il flusso nelle coronarie. Una forma stabile di angina può diventare instabile e richiedere una serie di accertamenti clinici che non vanno assolutamente differiti. L'uso di nitroderivati sublinguali ha il vantaggio di risolvere le crisi anginose nei pazienti che ne fanno abitualmente uso ma lo svantaggio, anzi il pericolo di mascherare forme anche gravi di cardiopatia ischemica evolutiva. Inoltre i nitroderivati vanno usati con estrema cautela, soprattutto in pazienti che non Ii hanno mai utilizzati, per la possibilità di ipotensione o addirittura "sincope da nitroderivati". Dovrà essere il medico curante a guidare l'utilizzo di tali farmaci.

I farmaci cardioattivi
E necessario modificare le terapie? I diuretici aumentano la quantità di urina e quindi di liquidi eliminati. I più frequenti effetti collaterali negativi (non sempre presenti) sono il senso di stanchezza e la perdita di elettroliti. Con periodiche analisi del sangue si potrà controllare il livello di elettroliti sierici (di sodio, potassio, ecc.) e provvedere ad eventuali correzioni farmacologiche. Durante i periodi di caldo intenso, a causa dell'abbondante sudorazione, le perdite di liquidi e di elettroliti, sotto terapia diuretica, possono accentuarsi provocando disidratazione o alterazioni elettrolitiche che vanno quindi particolarmente sorvegliate. I vasodilatatori hanno lo scopo di ridurre il lavoro cardiaco e facilitare quindi le funzioni del cuore. Anche in questo caso può insorgere un modesto senso di stanchezza ma paradossalmente si possono eseguire maggiori attività. Esistono poi altri farmaci come la digitale ed i betabloccanti che agiscono con meccanismi complessi, principalmente sul cosiddetto "tono neurovegetativo" che nell'insufficienza cardiaca cronica risulta particolarmente compromesso. In casi particolari è necessario usare farmaci antiaritmici (normalizzano le alterazioni del ritmo, evitano le tachicardie, ecc.), nitroderivati (consentono un migliore funzionamento di cuore e vasi), anticoagulanti (evitano la formazione di trombi nell'interno delle cavità cardiache). In tutti i casi sarà il medico a provvedere ad un aggiustamento della terapia.

Come va impostata l'alimentazione?
Nei periodi estivi sono consigliabili cibi leggeri, facilmente digeribili, piccoli pasti, evitare di riempire eccessivamente Io stomaco anche con bevande dolci e gasate allo scopo di ridurre il lavoro cardiaco per I'aumentato metabolismo in fase digestiva. Soprattutto la cena dovrà essere particolarmente leggera. Un pasto particolarmente abbondante magari in occasione di una ricorrenza o di una festività potrebbe avere conseguenze anche molto gravi. Per quanto possibile è utile ridurre al minimo o abolire gli alcolici.

Possiamo esporci tranquillamente e per lunghi periodi al sole?
Per il cardiopatico esporsi al sole significa soprattutto aumentare la vasodilatazione già provocata da farmaci attivi sui vasi. C'è quindi possibilità di ulteriore abbassamento della pressione arteriosa. Alcuni farmaci come l'amiodarone (cordarone) si depositano anche sulla cute rendendola particolarmente sensibile all'esposizione al sole, anche indiretta. In questi casi il sole deve essere assolutamente evitato!

Si corrono dei rischi particolari bagnandosi in acque fredde?
Non è facile rispondere a questa domanda per la soggettività della sensazione di freddo e l'impossibilità di conoscere esattamente la temperatura dell'acqua. L'immersione ed il nuoto significano abbassamento improvviso della temperatura cutanea, attività fisica, modificazioni respiratorie e, per chi non ha dimestichezza con l'acqua, anche uno violento stress emotivo. Tutto questo implica un aumento dell'attività adrenergica, della frequenza cardiaca e del carico di lavoro del cuore. Per pazienti affetti da cardiopatie con potenziale aritmico, il nuoto in acque aperte può essere consentito solo in condizioni di particolare sicurezza.

Cosa succede quando cerchiamo sollievo in montagna?
A causa dell'altezza la pressione parziale ed il trasporto ematico dell'ossigeno sono ridotti. Per mantenere una buona ossigenazione dei tessuti è necessario quindi aumentare la frequenza cardiaca. Pazienti con una storia di cardiopatia ischemica stabile possono soggiornare in ambienti di basse quote (fino a 1800 m) mantenendo tuttavia gli stessi livelli quotidiani di esercizio. In presenza di alterazioni contrattili significative anche piccoli aumenti della portata cardiaca possono provocare edema polmonare acuto o scompenso cardiaco. Inoltre in montagna la pressione arteriosa tende ad aumentare sia nei normotesi che negli ipertesi per effetto, anche in questo caso, dell'attivazione adrenergica. E necessario quindi un attento controllo dei valori pressori ed attivare, se necessario, le giuste modificazioni terapeutiche.

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L'acidosi


Il nostro corpo è stato creato alcalino, ma genera acido per funzionare. L'acido viene prodotto dalle cellule parietali dello stomaco per aiutare la digestione e viene consumato in forma organica nella frutta. Tuttavia, ad esclusione dello stomaco, nessun'altra parte del corpo dovrebbe essere acida.

La causa più diffusa ed insidiosa, che contribuisce all'insorgenza di varie patologie della nostra società, è I'acidosi: un accumulo di acido che il corpo non riesce a smaltire in modo efficace. I pazienti, inizialmente, si rivolgono al proprio medico cercando di alleviare i sintomi di uno stato cronico " artrite, diabete, enfisema, arteriosclerosi o cancro. A prescindere dalla sintomatologia particolare, tutte queste patologie hanno origine con un aumento della quantità di acido nel corpo.

L'acidosi viene generalmente considerata, dalla medicina, come una condizione della patologia. Spesso si pensa che sia uno stato normale, ma l'acidosi non è affatto normale. è il precursore di quasi tutte le patologie croniche degenerative: incluso cancro, diabete, artrite e patologie cardiache.
Queste patologie sono cosi dilaganti da essere considerate epidemiche nel nostro Paese.

L'acidosi spesso non è evidente, in quanto, nelle prime fasi di accumulo di acidi, il paziente si sente bene. In effetti si può provare un esagerato stato di benessere ed un livello di energia insolitamente alto. Purtroppo questa è una percezione erronea che risulta dalla reazione "stimolatoria" dei sistemi di regolazione del corpo, i quali operano ad alta velocità per eliminare l'acido in eccesso. Sia lo stato di benessere che quello di notevole energia scompaiono quando si accumula ulteriore acido. A causa del continuo sforzo per mantenere l'alcalinità, le riserve alcaline neutralizzanti si esauriscono, il fegato si congestiona e perde la capacità di svolgere la sua funzione di disintossicazione. Quando i fluidi extracellulari ed intracellulari perdono la loro alcalinità, il soggetto viene considerato in stato di acidosi.

PSICOLOGIA E ACIDOSI
Un periodo prolungato di acidosi non colpisce solo la condizione fisica, ma anche lo stato mentale ed emotivo del paziente. Allo stesso modo, l'atteggiamento mentale può influenzare lo stato fisico. Una persona può seguire una dieta ricca di frutta e verdura e rimanere comunque acida. A prescindere dal tipo di alimentazione adottato, il soggetto che ha una visione negativa della vita risulta acido.

I pensieri negativi stimolano l'azione delle ghiandole surrenali che a loro volta accelerano I'attività metabolica del corpo. Quando questo accade, si produce più acido e siccome il processo è continuo, la quantità di acido prende il sopravvento sulle sostanze alcaline ottenute dal cibo e il risultato è l'acidità. Il ciclo può essere perpetuo; più diventiamo acidi, più saremo negativi, difensivi, argomentativi e sgradevoli. La persona pessimista, che guarda con negatività ogni cosa, si trova quasi sicuramente in uno stato di acidosi.

SINTOMI DELL'ACIDOSI
I sintomi di un'acidosi prolungata, causati, per esempio, dal consumo eccessivo di proteine, possono essere facilmente scambiati per tratti peculiari o caratteristiche della personalità. Tuttavia, alcuni atteggiamenti si sviluppano come risultato dell'attività interna del corpo, mentre questo lavora per eliminare l'acido in eccesso. Il soggetto che consuma una dieta altamente proteica presenta una serie di sintomi.

Inizialmente Successivamente Anche se non tutti coloro che soffrono di acidosi presentano tutti questi sintomi, è utile per il medico riuscire a correlare alcuni "tratti della personalità" con i risultati clinici e a riconoscere quei segnali che indicano come il corpo del paziente sia sovraccarico e indirizzato verso una malattia cronica degenerativa.

10 perché evitare I'acidosi
  1. Corrode le arterie, le vene e i tessuti del cuore
    Come l'acido corrode il marmo, I'acidosi intacca e minaccia le membrane cellulari di cuore, arterie e vene, indebolendo le strutture cardiovascolari e i tessuti inter-connettivi.
  2. Accelera il danno dei radicali liberi e l'invecchiamento precoce
    L'acidosi causa la scomposizione parziale dei lipidi e una cascata ossidante distruttiva. Questo accelera il danno, da parte dei radicali liberi, alle pareti cellulari e alle strutture della membrana intracellulare, che si sgretolano uccidendo le cellule, in questo processo. L'acidosi è quindi considerato il primo passo verso l'invecchiamento precoce, accelerando le cascate ossidanti della distruzione della parete cellulare, producendo rughe, macchie dell'età, disfunzione dei sistemi ormonali, interferendo con la vista, la memoria e altri fenomeni correlati all'età.
  3. Causa aumento di peso, diabete e obesità
    Un pH acido ha influenza notevole nei problemi relativi al peso peso, inclusi diabete e obesità. Sembra che un pH costantemente acido possa causare direttamente un immediato aumento di peso. Ecco cosa succede quando un sistema è troppo acido. Ne risulta uno stato conosciuto come sensibilità all'insulina o Sindrome X, che spinge a produrre troppa insulina, cosi che il corpo ne viene inondato e non perde calorie, ma le converte in grasso.
    Si pensa che un pH acido segnali immediatamente la potente risposta di una fame impellente, interagendo direttamente con l'asse insulina-glucagone, estremamente importante e molto sensibile. Questo fa produrre al corpo più insulina del normale che a sua volta, fa produrre e immagazzinare più grasso. In generale, più insulina è disponibile nel corpo, maggiore sarà la probabilità di produrre e conservare il grasso piuttosto che usarlo e bruciarlo come energia.
    Un pH acido allerta quindi la risposta genetica della fame, aumentando la produzione di insulina e immagazzinando più grasso del normale. Al contrario, un pH corretto, leggermente alcalino, aziona una normale attività metabolica dei grassi, non richiede al corpo di sovraprodurre insulina e permette di bruciare e perdere naturalmente i grassi. Con un pH corretto è difficile avere l'effetto yo-yo, o riprendere peso dopo una dieta. Fintantoché le riserve nutritive vengono mantenute, un pH corretto e leggermente alcalino permette al grasso di trasformarsi in energia, piuttosto che essere accumulato.
    Con la maggiore richiesta di produzione di insulina, le cellule beta perdono il collegamento tra loro, la comunicazione cellulare è difficoltosa e il sistema immunitario inizia a reagire eccessivamente. Lo stress nelle cellule aumenta, rendendo difficile il loro corretto funzionamento e, successivamente, la loro sopravvivenza. In senso stretto, semplicemente si esauriscono! L'acidosi è quindi considerata un precursore importante, ma spesso sottovalutato, del diabete mellito. è interessante sapere che, prima dell'avvento dell'insulina sintetica, il diabete veniva storicamente trattato tamponando il sistema con polveri basiche o alcaline.
  4. Causa la formazione delle placche di colesterolo
    Il colesterolo LDL si deposita, a un ritmo accelerato, all'interno di un ambiente chimico acido del sistema cardiovascolare, ricoprendo la rete vascolare e ostacolando la circolazione! La quantità di colesterolo nella dieta non è considerata un fattore importante per la formazione della placca di colesterolo. Piuttosto, lo stato del pH sembra essere il fattore maggiormente coinvolto, poiché I'acidosi permette al colesterolo di legarsi ai metalli pesanti e ad altre scorie cellulari.
  5. Agisce sulla pressione sanguigna
    Con l'acidosi (pH<7.20) le arterie si dilatano. Tuttavia, il forte abbassamento del pH del sangue causa anche una persistente vasocostrizione venosa (una patologia che riguarda del calibro dei vasi sanguigni). Quando questo accade, il sangue periferico viene spostato più centralmente: più è acido il paziente, maggiore sarà la ridistribuzione del sangue nei vasi centrali. Questa ridistribuzione del sangue va ad aggiungersi al carico di lavoro del cuore e ne compromette la contrattilità.
  6. Modifica il metabolismo dei lipidi e degli acidi grassi
    L'acidosi modifica il metabolismo generale dei lipidi e degli acidi grassi, all'interno del corpo. Gli acidi grassi sono intimamente coinvolti nella funzione nervosa e cerebrale. Quando il metabolismo degli acidi grassi è alterato, possono insorgere problemi neurologici come la sclerosi multipla, la degenerazione maculare e altre malattie, come pure problemi di bilancio ormonale nei sistema endocrino.
  7. Inibisce il metabolismo delle riserve energetiche immagazzinate
    Un pH acido inibisce un efficiente metabolismo cellulare e corporeo. L'acidosi causa disturbi "chimici", interferendo con le comunicazioni e le funzioni cellulari,riduce il legame delle proteine del plasma con il calcio, diminuendo l'efficacia di questo segnale intracellulare. L'acidosi porta, inoltre, a una disfunzione dello scambio di ioni calcio, provocando una riduzione della contrattilità cardiaca o della capacità del cuore di pompare ritmicamente e in modo efficace.
  8. Inibisce la rigenerazione cellulare e la sintesi DNA-RNA
    Per la sintesi del DNA-RNA e una sana proliferazione cellulare, il pH della cellula non deve essere acido. Le cellule cancerogene crescono bene in ambienti acidi, quindi un pH acido accelera e aumenta la possibilità di degenerazioni cellulari (cancro).
  9. Impedisce all'ossigeno di arrivare ai tessuti
    L'acidosi, o un pH acido, riduce la quantità di ossigeno che può essere portato alle cellule, facendo ammalare le cellule sane, fino a farle morire.
  10. Inibisce l'attività vitale degli elettroliti
    Le funzioni vitali essenziali, vengono disattivate dall'acidosi. Questo ha degli effetti a distanza a livello cardiovascolare, in quanto senza una sufficiente gestione degli elettroliti è probabile che si verifichi un infarto cardiaco. Senza un'adeguata gestione degli elettroliti, il cuore smette letteralmente di battere. L'inibizione dell'attività elettrolitica incide anche sul modo in cui ci sentiamo e ci comportiamo ed è strettamente legata ai livelli di energia che proviamo.
Un pH acido è una delle cause delle malattie degenerative
Secondo le ricerche dei Dr. Enderlein, la totale guarigione dalle malattie croniche avviene solo, quando e se, il sangue viene riportato ad un pH normale, leggermente alcalino.

pH: Cosa significa? pH è l'abbreviazione di potenziale di idrogeno. Il pH di una soluzione è la misura della sua concentrazione di ioni idronio (H3O+). Quanto più alto è il pH, tanto più alcalino e ricco di ioni idrossido (OH-) sarà il liquido. Più basso è il valore pH, più acido e povero di ioni idrossido sarà il liquido. Il range dei pH va da 0 a 14, dove 7,0 è il valore neutro. Ciò che supera 7,0 è alcalino; ciò che è inferiore a 7,0 è considerato acido.

Il pH dei sangue umano si trova in un range, tra 7,35 e 7,45. Se risulta superiore o inferiore a questi valori insorgono sintomi e malattie. Se il pH dei sangue scende ai di sotto di 6.8 o sale ai di sopra di 7,8, le cellule smettono di funzionare e il paziente muore. Il valore ideale dei pH dei sangue è 7,4.



Se avete un problema di salute, probabilmente siete acidi.
Le ricerche mostrano come il corpo, se il pH non è leggermente alcalino, non riesce a curarsi da solo. Quindi, a prescindere dal tipo di modalità che si sceglie per curare il proprio problema, questo non funzionerà fino a che il pH non aumenti. Se il pH dei corpo non è bilanciato non si riescono ad assimilare in modo efficace le vitamine, i minerali e gli integratori alimentari. Il pH incide su ogni aspetto della salute.

Come la maggior parte degli esseri viventi sulla terra, il corpo deve avere un pH bilanciato altrimenti non funziona correttamente. Il livello alcalino è molto importante in quanto la ricerca ha già dimostrato che la malattia non può sopravvivere in uno stato alcalino mentre prospera in un ambiente acido. Uno squilibrio acido diminuisce la capacità dei corpo di assorbire minerali e altri nutrienti, riduce la produzione di energia nelle cellule, riduce la sua capacità di riparare le cellule danneggiate, di disintossicarsi dai metalli pesanti, fa prosperare le cellule tumorali e lo rende più suscettibile all'affaticamento e alle malattie.

Un pH acido può essere dato da: dieta acida, stress emozionale, carico tossico e/o immuno-reazioni o altri processi che privano le cellule di ossigeno e altri nutrienti. Il corpo cerca di compensare il pH acido usando i minerali alcalini. Se la dieta non contiene sufficienti minerali alcalini utili alla compensazione, si veriflcherà una formazione di acido nelle cellule.

Due fattori sono SEMPRE presenti nei cancro: pH acido e mancanza di ossigeno. è possibile manipolare questi due fattori che sono la condizione affinché si sviluppi il cancro. E possibile quindi invertire la malattia? Se si, dobbiamo sapere come manipolare questi due fattori.

Il cancro necessita di un ambiente acido e con poco ossigeno per sopravvivere e crescere. La gran parte dei pazienti colpiti da cancro presenta un pH fisiologico molto basso. Perché?

In assenza di ossigeno, il glucosio viene sottoposto a fermentazione in acido lattico. Questo fa si che il pH della cellula scenda da 7,3 - 7,2 a 7 e successivamente a 6,5 negli stadi più avanzati della malattia; in caso di metastasi, il pH scende a 6,0 e persino a 5,7 o meno. il nostro corpo semplicemente non riesce a combattere la malattia se il pH non è correttamente bilanciato.

La cellula umana "sana" ha molto ossigeno molecolare e un pH leggermente alcalino. La cellula cancerogena ha un pH acido e manca di ossigeno. Le cellule cancerogene non possono sopravvivere in un ambiente ricco di ossigeno.
Di nuovo, più alto sarà il valore pH, più alcalino e ricco di ossigeno è il liquido. Il cancro e tutte le malattie odiano l'ossigeno e l'equilibrio dei pH. Quest'ultimo è di fondamentale importanza per la salute.
se il pH dei corpo non è bilanciato, non è possibile assimilare efficacemente le vitamine, i minerali e gli integratori alimentari. Anche il muco dell'intestino tenue può bloccare l'assorbimento delle vitamine e dei minerali.

Come testare il pH
Provate il vostro pH, se siete ammalati; bagnate una cartina tornasole con saliva, due ore dopo il pasto. Questo vi darà un'idea dei vostro stato di salute.

Test pH saliva: la saliva è generalmente più acida dei sangue (non vicino ai pasti) ed è inoltre un buon indicatore di salute. Ci dice ciò che il corpo contiene. Il pH della saliva è un buon indicatore dello stato di salute dei fluidi extracellulari e delle loro riserve minerali alcaline.
Il pH ottimale della saliva va da 6.4 a 6.8. Provate a fare il test appena alzati, prima di mettere qualsiasi cosa in bocca. Un valore inferiore a 6.4 è indicazione di insufficienti riserve alcaline. Due ore dopo il pasto, il pH dovrebbe essere salito a 7.8 o più. Se questo non accade significa che il corpo presenta delle carenze di minerali alcalini (soprattutto calcio e magnesio) e non assimila il cibo in modo ottimale Se il pH della saliva devia dal valore ideale per un tempo prolungato, si è esposti a diverse malattie.
L'acidosi, uno stato di pH acido prolungato, può portare ad artrite reumatoide, diabete, lupus eritematoso, tubercolosi, osteoporosi, ipertensione, forme tumorali e altri problemi di salute. Se il pH salivale è troppo basso, la dieta dovrebbe incentrarsi sul consumo di frutta, verdura e acqua minerale naturale, evitando forti acidificanti come bibite zuccherate, pane e carne rossa.

Test pH urina: Il pH dell'urina indica in che modo il corpo sta lavorando per mantenere il corretto pH dei sangue. L'urina rivela i cicli di formazione alcalina (anabolico) e di scomposizione acida (catabolico). Il pH dell'urina indica gli sforzi effettuati dal corpo attraverso i reni, le ghiandole surrenali, i polmoni e le gonadi, per regolare il pH con i sali tampone e gli ormoni. L'urina può fornire un quadro abbastanza accurato della chimica dei corpo, in quanto i reni filtrano i sali tampone della regolazione pH e forniscono valori in base a ciò che il corpo elimina. Il pH dell'urina può variare da 4,5 a 9,0 come estremi, ma il range ideale va da 5,8 a 6,8.

Gli alimenti considerati alcalini, e quindi utili per le persone con un pH acido, includono: mandorle, aloe vera, mele, albicocche, polline d'api, grano saraceno, cavolo, melone, datteri, palmaria palmata, uova in camicia, fichi, uva, miele, lattuga, miglio, prezzemolo, uvetta, pesche, patate rosse fresche, ananas, prodotti di soia, germogli, spinaci cotti, cime di rapa, zuppa di wakame, fagioli azuki, riso e acqua.

I soggetti che rimangono a lungo acidi, spesso presentano sintomi come: ansia, diarrea, pupille dilatate, comportamento estroverso, stanchezza ai mattino, mai di testa, iperattività, ipersessualità, insonnia, nervosismo, battito cardiaco accelerato , gambe irrequiete, fiato corto, forte appetito, ipertensione, mani e piedi caldi. L'acidosi è l'indicazione primaria della carenza di calcio.

Il bilanciamento dei pH è un importante passo verso il benessere e una buona salute. Gli scienziati hanno scoperto che i fluidi corporei dei soggetti sani sono alcalini (pH alto), mentre quelli delle persone malate sono acidi (pH basso).

Mangiare alimenti appropriati e ottenere da questi i migliori nutrimenti contribuisce ad evitare malattie, oltre al'infelicità e alla scarsa qualità della vita. | semplici consigli per trovare la giusta combinazione tra alimentazione e stile di vita si possono solo avere con Acqua&Farma.

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Bottiglie di plastica? Cancro prostatico

ACQUA IN BOTTIGLIA? NO, GRAZIE!
Il bisfenolo A è una sostanza ampiamente usata per le bottiglie in plastica, il sottile film interno alle scatolette di cibi conservati, le tettarelle per lattanti e le confezioni alimentari.
Se ne producono annualmente 2,8 milioni di tonnellate. A quanto pare, già si sapeva che questa sostanza contaminava gli alimenti con cui veniva a contatto, ed era sospettata di alterare gli ormoni sessuali umani. Ma ora uno studio ha scoperto che è collegata coi cancro alla prostata. In particolare, l'assunzione nella dieta umana di quantità piccole ma costanti di bisfenolo è particolarmente pericoloso nelle donne in gravidanza, alterando in modo cruciale, ma invisibile, lo sviluppo dei neonati.
La sostanza provoca infatti alterazioni microscopiche nella prostata dei feto, che non sono riscontrabili alla nascita. Gli effetti si fanno sentire con gli anni, nella terza età, con ipertrofia delle prostata e tumore. Le alterazioni possono causare anche malformazioni de||'uretra.
In Italia si registrano ogni anno 11 mila nuovi casi di cancro prostatico, e 6.300 morti per questa patologia: è la seconda causa di morte per cancro negli uomini, dopo il cancro al polmone. Il 60% dei casi è concentrato nel nord del Paese, evidentemente più avanzato e quindi più esposto al bisfenolo. Nell'ancor più avanzata Gran Bretagna, che ha una popolazione pari a quella italiana, i casi nuovi di cancro alla prostata sono 27 mila all'anno. Il fatto è che il bisfenolo è un estrogeno-simile, che mima l'ormone femminile.
Piccolissime quantità di questa plastica bastano dunque, nella vita fetale, a scombinare il sistema genitale dei maschi. La scoperta è dovuta a||'equipe del professor Frederick von Saal, che lavora all'Università dei Missouri. Il gruppo ha somministrato a topine gravide piccolissime quantità di bisfenolo A, mentre ad altre cavie è stato somministrato in pari quantità de||'estradiolo, l'ormone usato nella pillola contraccettiva. Il test mirava a verificare se certi danni alla prostata del neonato avvenivano quando la madre, prendendo la pillola, restava accidentalmente incinta. Invece la prova ha dimostrato che entrambe le sostanze alteravano la prostata: e in quantità minime, molto minori di quelle che gli esseri umani ingeriscono bevendo dalle bottiglie di plastica.
E gli italiani sono i massimi consumatori mondiali di acqua cosiddetta minerale: 184 litri a testa, per una spesa di circa 500 euro all'anno a famiglia (i tedeschi non arrivano a 145 litri ). Spesso quest'acqua proclamata minerale viene dall'acquedotto comunale; ed è di sicuro peggiore, perché contenuta in bottiglie quasi sempre di plastica.

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ACQUA & FARMA FA DIMAGRIRE


L'acqua in una dieta riduce l'appetito e aiuta il fegato a metabolizzare i depositi di grasso. Quando i reni non assumono abbastanza acqua il fegato non metabolizza i grassi in modo pienamente efficiente, poiché è chiamato a fare anche il lavoro che spetta ai reni. L'aumento di peso è sovente collegato a patologie croniche invalidanti o che comunque riducono la mobilità, come colesterolo, diabete, colite, ipertensione arteriosa, ecc. Naturalmente l'acqua deve essere di ottima qualità. L'acqua minimamente mineralizzata svolge un'azione depurativa dell'organismo eliminando le impurità accumulate attraverso l'alimentazione e l'ambiente. L'ispessimento delle arterie e la calcificazione dei vasi sanguigni sono sicuramente da attribuire, tra i vari fattori, ad una errata ed abbondante alimentazione, nonché ai consumo di acqua contenente alte concentrazioni di sali minerali inorganici. Avere a disposizione ogni giorno acqua pura a temperatura ambiente, favorisce la salute, aiuta i processi di guarigione e a mantenere l'organismo in forma.

L'acqua è essenziale per il mantenimento delle funzioni vitali dei corpo: ma che ruolo ricopre nella perdita di peso? Quella di "bere più acqua" è sempre stata una delle raccomandazioni dei nutrizionisti per raggiungere e mantenere un peso equilibrato. il dimagramento si potrebbe spiegare con il fatto che l'acqua "riempie la pancia" portando a un senso di sazietà. Sostituisce le bevande ricche di zuccheri, ci mantiene più attivi durante l'esercizio fisico ed elimina le tossine che rallentano il metabolismo. Ma l'importanza di questi fattori è relativa rispetto a un altro elemento confermato da ricerche cliniche: la termogenesi, cioè la produzione di calore dell'organismo.

Nei 2003, uno studio effettuato in Germania ha infatti valutato l'effetto dell'acqua sul tasso metabolico, cioè la velocità alla quale le calorie sono "bruciate" per produrre energia. I ricercatori hanno scoperto che bere due bicchieri d'acqua (500 mi) a temperatura ambiente (22 gradi) ai giorno aumenta dei 30 per cento il tasso metabolico sia degli uomini sia delle donne coinvolte nello studio. L'aumento comincia 10 minuti dopo aver bevuto e raggiunge il suo apice a distanza di 30-40 minuti. E gli studiosi hanno osservato che per buona parte questo effetto si deve ai fatto che l'acqua viene portata da 22 a 37 gradi. Una differenza tra maschi e femmine è stata osservata nei "combustibile" utilizzato per la termogenesi: i grassi negli uomini e i carboidrati nelle donne. Nei 2007, lo stesso centro di ricerca ha poi eseguito un altro studio di controllo, che ha confermato l'effetto positivo dell'acqua sul metabolismo.

Nei 2011, un'équipe israeliana ha riscontrato un effetto simile nei bambini maschi (tra gli 8 e gli 11 anni) in sovrappeso. E ha osservato un aumento medio dei 25 per cento dei tasso metabolico dopo che i ragazzi avevano bevuto acqua "fredda" (4 gradi centigradi): l'effetto cominciava entro 24 minuti dall'ingestione e ne durava in media 40. Oltre all'effetto termogenico, i ricercatori suggeriscono un ruolo della "spinta metabolica" dei muscoli conseguente all'idratazione.

Generalmente, infatti, nelle persone in sovrappeso il tessuto muscolare tende a essere meno idratato e quindi meno attivo dal punto di vista metabolico; di conseguenza, cambiare questo stato può favorire una maggiore combustione di calorie. Anche nelle donne obese la risposta termogenica sembra essere maggiore che in quelle normopeso. Uno studio polacco dei 2012 ha infatti riscontrato un aumento dei tasso metabolico dei 20 per cento nelle prime, contro un aumento dei 12 nelle seconde.

In tutti gli studi citati, l'acqua ingerito a stomaco vuoto ha avuto un effetto di breve durata sul metabolismo (tra la mezz'ora e l'ora). Per questo si suggerisce di bere molta acqua a più riprese, per esempio 500 mi quattro volte ai giorno per un totale di due litri (circa otto bicchieri), può quadruplicare il dispendio energetico. Non è stato ancora valutato l'effetto che si otterrebbe bevendo più frequentemente minori quantità d'acqua, sebbene questo potrebbe essere d'aiuto a chi trova difficile doverne ingerire dosi più elevate. E necessario però avvisare, a questo proposito, che una quantità eccessiva può avere effetti indesiderati, soprattutto per chi ha problemi cardiaci o renali. Inoltre, se, come ipotizzato, anche l'idratazione muscolare svolge un ruolo nei consumo di calorie, l'acqua può giovare ai metabolismo indipendentemente dal modo in cui viene assunta.

L'effetto "dimagrante " dell'acqua non può certo essere paragonato a quello della dieta e dell'attività fisica, ma è un contributo importante, ed è chiaro che berne in quantità adeguata ci aiuta a perdere peso. Una buona motivazione per raggiungere l'obiettivo degli otto bicchieri ai giorno e beneficiare di tutte le proprietà salutari che l'acqua ha da offrire.

Dunque, grazie all'acqua possiamo accelerare gli effetti di una dieta ipocalorica, dimagrendo in modo più rapido e mitigando il senso di fame. Tanto che, senza esagerazioni, possiamo parlare di una vera e propria dieta dell'acqua. Le raccomandazioni base sono solo due e molto semplici: bere 8-10 bicchieri d'acqua distribuiti durante tutta la giornata e sempre prima dei pasti, e prediligere i cibi ricchi di liquidi, verdura e frutta in primis.

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MA COSA METTIAMO NEL BICCHIERE?


L'acqua è infatti l'alimento dietetico per eccellenza: non apporta calorie, ha una funzione drenante che ci aiuta a eliminare le tossine e le scorie, inoltre ha un potere saziante: bere due bicchieri d'acqua prima della colazione, dei pranzo e della cena ci permette di raggiungere il senso di sazietà molto più rapidamente durante il pasto (l'effetto risulta ancora più accentuato nei caso in cui si beva acqua frizzante).

Lo hanno mostrato diverse ricerche scientifiche, una tra tutte quella condotta nei 2010 da Brenda Davy, docente di Nutrizione umana presso il College of Agriculture and Life Sciences dei Virginia Tech (Blacksburg, Virginia) e pubblicato su "Obesity". Uno studio randomizzato, in cui una cinquantina di persone ha seguito la stessa dieta dimagrante ipocalorica per tre mesi: la metà di coloro che hanno bevuto anche due bicchieri d'acqua prima di colazione, pranzo e cena ha perso in media oltre 2 chili in più di coloro ai quali non era stato consigliato di bere (in particolare, i primi hanno perso in media 6 chili e i secondi 4), riducendo l'apporto calorico di ogni pasto dalle 75 alle 90 kilocalorie. I ricercatori hanno anche constatato che i risultati: chi ha mantenuto l'abitudine nell'anno successivo ha perso in media un ulteriore chilo, a differenza degli altri che ne hanno recuperato uno.
L'ACQUA IN PEDIATRIA: SALUTE E BENESSERE DEI VOSTRI BAMBINI


L'acqua trattata con l'apparecchiatura ACQUA&FARMA , per la sua minima mineralizzazione e il ridotto (o nullo) contenuto di nitrati può essere impiegata nella diluizione dei latti artificiali. è fondamentale in pediatria che l'acqua dopo il processo di depurazione ad osmosi venga sempre sterilizzata con raggi U.V.
Per quello che riguarda la diluizione o la ricostituzione dei latte vaccino, rispettivamente pastorizzato o in polvere, va sottolineato che le acque minimamente mineralizzate sono praticamente prive di potere tampone (data la loro esiguità di sali) e quindi richiedono, per il raggiungimento di un pH gastrico ottimale per l'azione chimosinica e pepsinica, una minore secrezione di acido cloridrico, che nei neonati e nei lattanti è già secreto in minore quantità rispetto all'aduito. Va poi detto che il latte vaccino è già molto ricco di sali in confronto a quelli dei latte materno, quindi l'utilizzazione di un'acqua oligominerale leggera o osmotizzata per la preparazione dei latti artificiali contribuisce ad evitare in carico osmolare dei soluti troppo elevato, che potrebbe aumentare un eventuale rischio di ipertensione in età adulta: ciò ha una grande importanza soprattutto nei bambini più piccoli e nei prematuri che spesso hanno una funzionalità renale ridotta.

L'acqua trattata con l'apparecchio ACQUA&FARMA essendo molto povera di calcio, favorisce per l'azione della chimosina o per l'azione della parachimosina della pepsina la formazione di coaguli caseifici molto fini e dispersi; ciò si traduce in una più ampia superficie a disposizione degli enzimi e quindi una diminuzione dei tempo di digestione gastrica. La povertà di calcio determina però un rallentamento dei tempo di coagulazione, che è a sua volta un fattore influente sul tempo della digestione gastrica. La formazione di coaguli più fini è soprattutto evidente in caso di diluizione di latte vaccino pastorizzato; invece latti adattati in polvere presentato solo lievi differenze della morfologia dei coagulo ai variare dei liquido di ricostituzione e ciò grazie ai migliori procedimenti di lavorazione dei latte ed ai notevoli progressi della scienza dell'alimentazione.

I NITRATI, un veleno presente nelle acque potabili
In Italia, per legge, un'acqua per essere considerata potabile, deve avere un contenuto di nitrati inferiore od uguale a 50 mg/I e lo stesso limite, ma riferito in particolare agli adulti, risulta in un rapporto tecnico FAO/OMS (5 mg/l per i bambini).
è necessario sottolineare però l'estrema sensibilità dei bambini più piccoli (prima dei due o tre mesi) alla introduzione della metaemoglobinemia da parte dei nitrati.
L'ingestione dei nitrati in eccesso comporta inoltre il rischio di formazione di nitrosamine in vivo dopo ingestione simultanea di nitrati o di alimenti contenenti amine: infatti quasi tutte le nitrosamine esaminate fino ad oggi si sono rivelate potenzialmente cancerogene.
L'acqua trattata con l'apparecchiautra "ACQUA&FARMA", ha eliminato, nelle sperimentazioni scientifiche, i nitrati sino ai 99%.

Necessità d'acqua
Da tutti è risaputo che senz'acqua non c'è vita. Già durante la gravidanza l'80% di nostro figlio è acqua e vivrà per 9 mesi circondato da liquido. Alia nascita sarà acqua per il 65%. La necessità d'acqua di una donna in gravidanza aumenta del 40% in maniera proporzionale alle Kcal giornaliere che deve ingerire. In pratica, per una donna di peso e statura medi, serviranno circa 2500-2600 Kcal, per un consumo d'acqua, quindi di 2.5-2.6 lt. ai giorno. La qualità e la composizione dell'acqua che utilizziamo inciderà direttamente sulla nostra salute e quindi su quella dei nostro bimbo.

Bilanciamento idrico
Mantenere un bilanciamento idrico adeguato è importante per un sano andamento della gravidanza. Ma che cos'è il bilanciamento idrico? è l'equilibrio fra l'acqua che perdiamo e quella che assumiamo.

Le nostre perdite d'acqua sono cosi distribuite:
Urina: 1500 ml
Escrementi: 200 ml
Sudore: 600 ml
Polmonare (respirazione): 300 ml
Totale: 2600 ml
Pertanto dovremo recuperare quest'acqua per assicurare il nostro bilanciamento idrico.

In termini generali, ci procuriamo l'acqua dalle seguenti fonti:
Fonti esogene:
Bibite: 1300 ml
Alimenti: 1000 ml
Totale: 2300 ml.

Fonti endogene:
Il catabolismo dei principi immediati che compongono gli alimenti ci procura anche lui una piccola quantità d'acqua, 300 mL, che si ripartisce nei seguente modo:
Lipidi (grassi): 107 mL d'acqua ogni 100 g
Zuccheri: 55 mL ogni 100 g
Proteine: 41 mL ogni 100 g
Quindi ai giorno recuperiamo 2600 mi. d'acqua, con cui compensiamo le perdite e ci assicuriamo un bilanciamento idrico corretto.

Raccomandazioni per l'infanzia
Già abbiamo detto che a una persona adulta si raccomanda l'assunzione di 1 mL ogni Kcal. Ma se si tratta di bambini, la proporzione dev'essere maggiore perché maggiori sono il catabolismo interno, l'escrezione e l'esercizio fisico. Ecco quanta acqua un bambino o un adolescente dovrebbe bere al giorno:

Età
dai 4 agli 8 anni
dai 9 ai 13 anni
dai 14 ai 18 anni
Maschi
da 1,1 a 1,3 litri al giorno
da 1,5 a 1,7 litri al giorno
da 1,8 a 2,0 litri al giorno
Femmine
da 1,1 a 1,3 litri al giorno
da 1,3 a 1,5 litri al giorno
da 1,5 a 1,7 litri al giorno

L'importanza dell'acqua per il bebè
Per questo l'igiene degli alimenti e la sterilizzazione di tutto quello che il bebè può mettersi in bocca è fondamentale per diminuire il rischio di infezioni. Anche se l'invasione dei germi è la causa finale che dà origine ai quadro diarroico, la vera causa risiede nei lattante stesso poiché prima dei 2 anni d'età il suo sistema immunitario non è completamente sviluppato quindi non possiede le stesse difese di un adulto. Il modo migliore per evitare le infezioni consiste nello sterilizzare tutto quello che il lattante può portarsi alla bocca.

L'obiettivo ideale di una sterilizzazione è eliminare ai 100% i microorganismi. Ma a livello domestico è considerato accettabile se sono presenti ai massimo 10 colonie di germi. La sterilizzazione deve essere praticata a biberon e tettarelle, ma soprattutto all'acqua, visto che il latte è l'unico alimento che il bebè assume nei primi 6 mesi di vita. Ricordiamo che il latte liquido si prepara con acqua e latte in polvere e che questo non è mai commercializzato con assenza totale di germi. Anche l'acqua in bottiglia presenta un certo livello di microorganismi. Per questo è importante utilizzare metodi di sterilizzazione che ci assicurino un'acqua più pura possibile.
La normale bollitura dell'acqua sterilizza solo ai 12,3% secondo recenti studi microbiologici effettuati in ambienti domestici.
La sterilizzazione a freddo è efficace per quanto riguarda i germi, ma presenta l'inconveniente di lasciare residui chimici. L'alternativa che si va diffondendo sempre di più, è avere in casa un sistema di depurazione dell'acqua dei rubinetto ad osmosi inversa, che incorpora anche una lampada UV che impedisce Io sviluppo dei microorganismi. Pertanto, l'acqua cosi prodotta, si può utilizzare sia per lavare biberon e tettarelle, che per preparare il latte ai bambini.
L'acqua deve inoltre presentare una bossa mineralizzazione sia per il bebè che per la madre in gravidanza. Durante questo periodo, va ridotto ai massimo il consumo di sale e bisogna astenersi dall'uso di alcool però si può bere tutto l'acqua che si desidero (non c'è limite) per assicurare cosi uno buono diuresi (volume di urine) che eviterà il prodursi di albumina, responsabile dei rigonfiamento delle gambe e delle caviglie e che obbligherebbe o un regime molto più restrittivo. L'acqua che si ingerisce depurerà il nostro organismo e contemporaneamente quello dei nostro bebè, che pulirà i suoi reni e regolerà la sua temperatura corporeo.

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ARTROSI E ARTRITI: TI AIUTA ACQUA&FARMA


Il dolore reumatico o reumatismo nasce dal fatto che un cristallo di acido urico preme su un nervo. L'acido urico è il prodotto della disgregazione delle proteine, sia di quelle dei corpo, sia di quelle assunte mediante l'alimentazione. Le cellule che si disgregano formano acidi urici, che attraverso il sangue, vengono condotti agli organi escretori: i reni e i pori dell'epidermide. Mo questi ultimi possono espellere solo una determinata quantità di cristalli di acido urico. Se il consumo di proteine è troppo alto oppure se nei corpo è presente un focolaio di pus che determina una continua disgregazione di proteine, allora si verifica un ingorgo e e i reni e i pori non possono più espellere acido urico.

L'acido urico e i suoi cristalli non sono facilmente solubili in acqua, quindi ci sono dei limiti alla concentrazione che il sangue " una soluzione acquosa" può portare con sé. Quando i liquidi dei corpo sono saturi di acido urico, questo precipita formando dei cristalli, e quindi compaiono dei forti dolori, per la pressione che i cristalli stessi esercitano sui nervi. Ciò causa i reumatismi." Secondo queste considerazioni, per aiutare l'organismo ad eliminare la causa dei reumatismi consigliamo l'acqua ACQUA&FARMA.

Emicrania, proattività del cervello e dolori articolari liquidati da un bicchiere d'acqua. è abbastanza noto che bere acqua costantemente durante lo giornata significa dare una mano a proprio metabolismo perché funzioni regolarmente. Alcuni studi scientifici hanno rilevato quali sono i maggiori benefici, nella vita di tutti i giorni, che una corretta idratazione ha sul benessere dei corpo e della persona. Ecco un piccolo vademecum da tenere sempre in considerazione.

EMICRANIA - Uno studio dell'Ospedale Nazionale di Neurologia e Neurochirurgia di Londra ho scoperto che il mal di testa può essere causato do carenza di acqua. I ricercatori hanno rilevato che i soggetti monitorati non erano in grado di concentrarsi e soffrivano di irritabilità. Allo domando dei perché non bevevano lo giusto quantità di acqua ogni giorno la risposto più comune è stato che ce si ne dimenticavo. Ecco perché, appuntarselo o darsi degli orari regolari, contribuisce o garantire una corretta idratazione durante tutto la giornata.

PROATTIVITà DEL CERVELLO - L'acqua può influenzare le funzioni dei cervello e gli individui disidratati spesso riferiscono di sentirsi confusi e avere problemi con la loro memoria. Uno studio condotto da ricercatori della Human Performance Laboratory dell'Università dei Connecticut ha scoperto che anche una piccola disidratazione può influenzare l'umore. Gli scienziati hanno notato che le donne hanno trovato più difficoltà nello svolgere i compiti richiesti e che la disidratazione possa anche influenzare la percezione.

HANGOVER - Probabilmente avete sentito parlare dell'acqua come un toccasana dopo un sbornia. Ma uno studio condotto da ricercatori della Scuola dello Sport e Scienze della Salute presso la Loughborough University ha scoperto che un bicchiere d'acqua prima di consumare qualcosa di alcolico può evitare la disidratazione e migliorare le funzioni renali.

DOLORI ARTICOLARI - L'acqua può aiutare alcune persone a trovare sollievo da dolori articolari. Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) afferma che grazie alla glucosamina l'acqua viene assorbita dalla cartilagine contribuendo cosi a lubrificare le articolazioni.

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ACQUA&FARMA E DIABETE


Lo rivela uno studio condotto su oltre tremila americani. Adottare buone abitudini alimentari è importante per poter gestire il diabete. ACQUA&FARMA è una soluzione sana per ridurre l'impatto zucchero in una dieta diabetica. Secondo l'OMS il numero di casi di diabete di tipo 2 aumenterà dei 50% nei 201 5 rispetto agli ultimi dieci anni. Anche se ci sono innumerevoli fattori che portano al diabete di tipo 2, la tendenza è fortemente correlata od un aumento dell'apporto calorico, in particolare degli zuccheri aggiunti.
LA SCOPERTA: Uno studio americano condotto su 3.165 uomini e donne con livelli normali di zucchero nei sangue ha dimostrato i vantaggi di ACQUA&FARMA per la prevenzione dell'iperglicemia. Stando ai risultati, infatti, chi beve 4-5 bicchieri d'acqua riscontra il 21% in meno di probabilità di sviluppo dell'iperglicemia nei 9 anni successivi rispetto a quelli che ne bevono solo 2. L'analisi ha preso in considerazione altri fattori che possono influenzare il rischio di alta glicemia come I'attività fisica, il peso e l'età.
In caso di diabete, diminuire la quantità di calorie legate agli zuccheri nelle abitudini di consumo è altamente raccomandato. L'American Heart Association ha spiegato che gli zuccheri non devono superare le 100 calorie per una donna e le 150 calorie per l'uomo. L'acqua risulta la migliore bevanda possibile poiché non contiene calorie ed è senza zuccheri per questo dovrebbe essere presa in considerazione come principale fonte di idratazione.

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Bere Acqua&Farma aiuta la funzionalità dei reni


Negli ultimi anni la ricerca ha evidenziato quanto una corretta idratazione con ACQUA&FARMA abbia effetti benefici anche sui reni, gli organi che in un certo senso sono deputati a regolare la "pulizia" dei metabolismo. La loro funzione, infatti, è quella di espellere tutte quelle sostanze nocive o ritenute superflue. Due recenti studi, documentati sul New York Times, hanno provato quanto un moderato aumento giornaliero dei consumo di acqua migliora questa funzione e contribuisce a tenere in salute questi organi delicati. GLI STUDI " In un rapporto pubblicato sul Journal Nephrology, i ricercatori dell'Università di Sydney hanno esaminato 2.400 persone di età superiore ai 50 anni. Coloro che hanno bevuto circa 3 litri di acqua ai giorno hanno avuto un rischio significativamente più basso di malattia renale cronica rispetto a coloro che ne hanno bevuta molto meno. Un'altra ricerca pubblicata sul The Clinical Journal of American Society of Nephrology è stata condotta da scienziati canadesi per sette anni su 2148 uomini e donne sane di età media 46 anni. Lo studio ha rilevato che coloro che avevano un più alto volume di urine " cioè chi beveva di più " era meno sensibile ai declino della funzione renale.

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ACQUA&FARMA BILANCIO IDRICO


L'acqua è il costituente fondamentale dei nostro organismo ed il mezzo attraverso il quale si svolgono tutte le reazioni metaboliche, i processi digestivi e il successivo trasporto delle sostanze nutritive in tutte le cellule, la regolazione della pressione osmotica e il mantenimento della temperatura corporea.
Negli strati più profondi della pelle e nei vari tessuti la quantità di acqua presente è pari ai 70%. Tale percentuale non deve stupire: potremmo infatti affermare che l'acqua funge da "collante" delle cellule dei nostro corpo, come un'impalcatura a cui le cellule aderiscono. Risulta abbastanza chiaro che la conseguenza dell'assunzione giornaliera di una quantità non sufficiente di acqua può provocare danni anche importanti a tutto il nostro corpo. Per un corretto bilancio idrico l'assunzione giornaliera di acqua dovrebbe essere calcolata sulla base di 15-25 gr per Kg di peso corporeo: tale quantità varia a secondo della percentuale di umidità e caldo presente e non va dimenticato che, se si svolge un'attività lavorativa o fisica intensa, è consigliabile aumentarla.
In media il nostro corpo perde circa 4 litri di acqua ai giorno attraverso le fisiologiche funzioni corporee (respirazione, urine, feci, sudore). Quando l'acqua introdotta equivale a quella eliminata siamo in presenza di un corretto equilibrio idrico, ma se tale bilanciamento viene a mancare (in generale quando si perde circa il 2% dei peso corporeo di acqua) possono verificarsi delle disfunzioni nelle cellule e nei tessuti sino a veri e propri danni ai vari organi.
Una cronicizzazione di tale situazione va a scapito innanzi tutto della funzionalità renale con effetti importanti a livello cerebrale e sull'apparato muscolo-scheletrico. La sensazione di sete è uno dei riflessi automatici che il nostro corpo ha in dotazione per avvisarci che abbiamo superato quella soglia di attenzione e ci stiamo avvicinando alla disidratazione. In particolari situazioni tale stimolo viene ridotto o viene meno: ciò è dovuto principalmente alla compromissione di quelle cellule (che si trovano a livello dei cervello neii'ipofisi) che sono preposte all'acquisizione dei diminuito livello di acqua nei nostro corpo o a un difettoso controllo dell' ormone antidiuretico (ADH) regolatore dei livello idrico. Bere almeno 2 litri di ACQUA&FARMA ai giorno mantenendo il corretto bilancio idrico aiuta, quindi, a migliorare tutte le attività fisiologiche dei nostro corpo prevenendo situazioni come: sensazione di spossatezza, difficoltà di concentrazione, crampi e nei casi più gravi anche sensazione di mancamento.
A livello cerebrale la disidratazione può essere causa di uno stato conoscitivo alterato, di debolezza e di un deterioramento della prestazione mentale.
Per quanto riguarda il sistema nervoso periferico, lungo tutta la lunghezza dei nervi esistono dei microcanali che consentono l'ingresso e la fuoriuscita di sostanze (minerali quali il sodio, il potassio, il calcio, il magnesio; ma anche proteine ed enzimi) per la trasmissione degli impulsi. Tali sostanze sono immerse in acqua e anche solo un lieve squilibrio può provocare una meno efficiente risposta agli stimoli. Un'adeguata assunzione di ACQUA&FARMA mantiene la pelle idratata anche quando v'è un'esposizione prolungata ai raggi solari. La principale componente liquida dei sangue è il plasma. Questa particolare proteina regola, tra le sue tante competenze, il volume dei sangue e la sua fluidità. In caso di disidratazione il sangue diviene più denso con il conseguente rallentamento della circolazione. L'acqua ha anche il compito di trasportare le tossine prodotte in risposta alle numerose attività dell'organismo. Le ghiandole (apparato endocrino) producono una notevole quantità di ormoni che rimangono in circolo anche dopo essere stati utilizzati producendo un sovraccarico tossinico. Solo una costante e adeguata concentrazione di liquidi consente una vera eliminazione di tali prodotti di rifiuto evitandone l'accumulo pericoloso in tessuti ed organi.
Anche o livello osseo e articolare, con particolare riferimento alla colonna vertebrale, dobbiamo tenere ben presente l'importanza deii'idratazione. Tra una vertebra e l'altra (cosi come nelle articolazioni delle altre ossa) il principale meccanismo di ammortizzamento è l'acqua: infatti i liquidi non possono essere compressi e, quando sono contenuti in una capsula ben definita, consentono anche sollecitazioni importanti diventando veri e propri "cuscini d'acqua". Quando queste sollecitazioni risultano essere particolarmente forti e in presenza di una disidratazione generalizzata il funzionamento dei dischi intervertebrali può venire meno causando le cosiddette ernie dei disco.
Non si deve dimenticare infine che l'acqua gioca un ruolo importante anche per il controllo dei peso corporeo. L'acqua, come le vitamine e i minerali, è considerata un costituente non energetico dell'alimentazione, in quanto non apporta calorie e le persone che bevono poco sono maggiormente esposte ai ristagno di tossine oltre ad incentivare la ritenzione idrica. Questa situazione gioca nettamente a sfavore della perdita di peso e dei rassodamento dei tessuti.
Un corretto apporto idrico, soprattutto di ACQUA&FARMA i cui preziosi sali contribuiscono ai benessere dei nostro organismo e ai corretto funzionamento di organi ed apparati: bere regolarmente dovrebbe dunque rappresentare un pensiero ricorrente nelle nostre giornate.

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Una corretta idratazione con Acqua&Farma aiuta superare la stagione influenzale

PERCHé STARE A CASA?
Mentre si sta combattendo una infezione, il sistema immunitario è "occupato" ed è suscettibile di altri contagi " afferma il dott. Neides " E 'difficile combattere una guerra su due fronti. Il punto è di non affaticare il sistema in modo da poter concentrare tutta la forza necessaria su un'unica battaglia". Qualunque attività fisica, dunque, è sconsigliata. Questo perché, spiega Neides, quando ci esercitiamo alziamo la temperatura corporea e l'abbondanza degli organismi "indesiderati" all'interno dei nostro corpo aumentano in maniera più veloce.

L'IMPORTANZA DELL'IDRATAZIONE
Per tornare in buona forma è fondamentale seguire una nutrizione equilibrata e restare ben idratati. Se non si seguono queste indicazioni, ha specificato l'esperto, per ogni giorno che si è sotto influenza ne occorrono 3 per recuperare. Questo vuoi dire che per ogni settimana di malattia ne occorrono 3 perché i livelli di energia tornino a livello ottimale e il corpo riprenda a funzionare in maniera regolare. In buona sostanza, dunque, la miglior ricetta per battere l'influenza è non andare a lavoro e idratarsi correttamente. Anche perché, un corpo debilitato e alle prese con lo stress lavorativo produce più facilmente il cortisolo (l'ormone dello stress, appunto) che può influenzare negativamente la funzione dei globuli bianchi che aiutano con l'immunità.

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La disidratazione è la causa numero uno della re-ospedalizzazione per chi soffre di obesità patologica


L'IMPORTANZA DELL'IDRATAZIONE CON ACQUA&FARMA
La disidratazione nonostante sia facilmente prevenibile, è la prima causa di re-ospedalizzazione per i pazienti di chirurgia bariatrica, ovvero quelle persone affette da obesità patologica. L'acqua è una sostanza essenziale per la salute di ognuno, e gioca un ruolo fondamentale anche nei processo di guarigione.
| pazienti che si idratano correttamente dopo un intervento chirurgico provano meno disagi, si sentono meglio e guariscono più velocemente.
Mangiamo di più, ci sentiamo più stanchi, abbiamo il cervello più "lento"
Tutti sappiamo quanto è importante per la nostra salute bere molta acqua ogni giorno. Garantire il giusto apporto idrico è fondamentale per mantenere alti i livelli di idratazione. Senza la corretta quantità di acqua il corpo è stanco e spossato, ma non solo. Ecco 6 cose che succedono al nostro corpo quando non beviamo abbastanza.
  1. Aumentano le probabilità di avere problemi di salute - Alcuni studi scientifici hanno dimostrato che bere molta acqua diminuisce il rischio di sviluppare calcoli renali, infezioni alle vie urinarie e ai colon.
  2. Il metabolismo non funziona bene - Negli studi riportati nei suo libro intitolato "Il segreto dell'acqua", il dottor Howard Murad spiega quanto il metabolismo di una persona possa essere significativamente influenzato dalla quantità di acqua assunta ogni giorno. Una sufficiente idratazione accelera il metabolismo e ci permette di perdere i chili in eccesso in maniera più semplice ed efficace.
  3. Il cervello è più lento - Nei 2011 i ricercatori dell'Istituto di Psichiatria dei King College di Londra hanno scoperto, attraverso una serie di esperimenti condotti sugli adolescenti, che il cervello di un corpo disidratato fa più fatica a "lavorare".Senza acqua il cervello rallenta Ia sua attività e impieghiamo più tempo a risolvere problemi logici.
  4. Si mangia di più - Uno studio dei 2010 dell'Istituto per la sanità pubblica ha scoperto che coloro che bevono almeno due bicchieri d'acqua prima di ogni pasto hanno meno fame e riescono a consumare 75-90 calorie in meno mentre mangiano.
  5. Aumentano le rughe - Nelle sue ricerche sui benefici dell'acqua il Dottor Murad ha anche scoperto che l'acqua rende più turgido la pelle e che una buona idratazione corporea diminuisce la possibilità che sul corpo appaiano rughe. Inoltre l'acqua è capace di ravvivare il colorito spento della pelle.
  6. Il cattivo umore - Qualche anno fa i ricercatori della Tufts hanno condotto un esperimento in cui veniva chiesto ad alcuni uomini e donne di impegnarsi in 60 minuti di esercizio aerobico senza bere acqua. Altri partecipanti all'esperimento sono invece stati adeguatamente idratati. Gli scienziati hanno notato che nei gruppo disidratato era più alta la probabilità di provare sensazioni di affaticamento, confusione, rabbia, depressione e tensione.


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Bere Acqua&Farma aiuta a restare belli e in salute


Pratici consigli per una corretta idratazione anche nei mesi più freddi
In inverno si beve meno acqua. Con il calo delle temperature diminuisce anche la sensazione di sete e spesso un bei bicchiere d'acqua diventa un miraggio. Il nostro corpo, però, per continuare a funzionare correttamente deve essere idratato in modo regolare anche nei mesi più freddi dell'anno. Carly Day, chirurgo ortopedico e membro della American Medica! Society per la medicina sportiva, suggerisce 4 pratici consigli per ricordarci di bere ed essere sicuri di non restare disidratati.

BERE SEMPRE - A differenza dell'estate, quando il caldo afoso e l'alta sudorazione ci obbligano a bere, in inverno mancano segnali concreti e lampanti, anzi la sensazione di sete diminuisce e sudando di meno si ha l'illusione di trattenere più acqua. In realtà il nostro corpo si disidrata senza rendersene conto. Per non scordarsi di bere ci sono dei piccoli ma efficaci trucchetti come ad esempio impostare una sveglia che suoni più volte nell'arco della giornata o tenere sempre una bottiglia di acqua sulla scrivania in ufficio.

CIBI IDRATANTI - Quando si paria di idratazione, si pensa automaticamente a qualcosa di liquido racchiuso in una bottiglia. In realtà anche il cibo può diventare un grande alleato per combattere la disidratazione. "Inserendo nella dieta gli alimenti giusti si può già garantire ai corpo circa il 30 per cento di acqua di cui ha bisogno " spiega Day " inoltre mangiare aiuta a stimolare la sete". immancabili sulla tavola, quindi, frutta e verdura come pompelmo, ananas e melanzane.

TIENI D'OCCHIO IL TUO CORPO - Uno dei segni più evidenti dello stress idrico è senza dubbio il colore delle urine. Se sono incoiori o giallo chiaro significa che si sta bevendo a sufficienza, se, invece, sono in sofferenza di acqua diventano gialle scure. Osservare con cura e attenzione i messaggi che lancia il corpo è fondamentale e immediato per capire le sue necessità.

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Bere Acqua&Farma aumenta la velocità del metabolismo


Diversi studi hanno provato l'effetto termogenico dell'acqua
"Bere più acqua" è da sempre una raccomandazione standard per mantenere uno stato di salute ottimale e, di riflesso, anche un peso forma ideale. La maggior parte delle persone collega il rapporto idratazione-peso all'effetto di sazietà che genera l'assunzione di acqua. Tuttavia, un altro filone di studi, ha evidenziato che c'è anche un rapporto stretto con l'accelerazione dei metabolismo, cioè sulla capacità di bruciare più velocemente le calorie.

L'EFFETTO SUL SOVRAPPESO - Uno studio dei 2011 condotto da un gruppo di ricerca israeliano ha scoperto questo effetto di accelerazione nei ragazzi in sovrappeso di età compresa tra 8-11 anni. In questo studio è stato osservato un aumento dei 25% dei tasso metabolico entro 24 minuti dal bere acqua "fredda" (4°C) in quantità di 10 ml/kg. Tale effetto dura per 40 minuti. è stato analizzato che, oltre all'effetto termogenico, una possibile spiegazione potrebbe derivare dalla spinta metabolica che ha I'idratazione sui muscoli. Questo perché, in generale, il tessuto muscolare degli individui in sovrappeso tende ad essere poco idratato e quindi metabolicamente meno attivo. Correggendo I'idratazione, dunque, si può favorire una maggiore combustione di energia.

L'EFFETTO SULL'OBESITà - Un altro studio condotto da ricercatori polacchi sulle donne non solo ha confermato l'effetto termogenica ma, proprio nelle donne obese, ha riscontrato una maggiore risposta: un aumento dei tasso metabolico dei 20% contro il 12% tra i soggetti di peso normale. Questi studi hanno spiegato che l'aumento di questo processo è però di breve durata, limitata cioè da mezz'ora a un'ora dopo aver bevuto. Ecco perché, è stato suggerito, che bere continuamente acqua, circa 500 mi per quattro volte ai giorno per un totale di 2 litri (8 bicchieri), favorisce un dispendio energetico costante. Con tutti i benefici che ne derivano.

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Per la salute e la bellezza dei capelli occorre Acqua&Farma


Come proteggere i capelli se l'acqua che usiamo è dura e calcarea
Ce ne accorgiamo, soprattutto, quando Viaggiamo o ci trasferiamo in una nuova città. Pur mettendo in valigia lo shampoo di sempre e le creme che usiamo ogni giorno, i capelli sono diversi. E il perché ce l'abbiamo proprio sotto gli occhi: l'acqua. Un recente studio pubblicato dall'International Journal of Cosmetic Science ha rivelato, infatti, che la quantità di rame, calcio e magnesio presenti nell'acqua con cui laviamo i capelli può danneggiarne le proteine in profondità, indebolendone la struttura.

I GRANDI NEMICI DEL CAPELLO - Smog, sole, freddo, umidità, vento e non solo. Prodotti sbagliati e la stessa acqua usata per il lavaggio possono fare danni che con il tempo diventano permanenti. La durezza dell'acqua, ossia l'alta presenza di calcio, magnesio e metalli pesanti come il rame può, ad esempio, togliere brillantezza, elasticità e salute ai capelli. Ecco come proteggersi.

IDRATAZIONE - Da tempo gli esperti ripetono a gran voce che lavare i capelli tutti i giorni fa male. Li rende deboli e compromette la salute della cute. L'ideale sarebbe, infatti, 2-3 giorni la settimana, usando un detergente delicato e arricchito di sostanze idratanti e protettive. E per dare un aiuto in più, anche bere acqua minerale è importante, proprio perché la sua composizione può avere proprietà benefiche sulla salute dei capello.

I PRODOTTI GIUSTI - Capelli spenti, secchi, deboli. Soprattutto per chi vive nelle grandi città dove l'acqua dei rubinetto è più dura e calcarea, non sono una novità. Negli ultimi anni, però, sono stati messi a punto degli shampoo che contengono composti chimici in grado di sottrarre il rame dall'acqua evitandone cosi l'accumulo nei capelli. Un balsamo idratante e ristrutturante aiuterà, invece, a riparare in profondità la struttura dei capello grazie all'apporto di sostanze restitutive come proteine, ceramidi, molecole idratanti e vitamine.

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Il decalogo per aumentare l'assunzione giornaliera di Acqua&Farma


Ecco come ricordarci di bere più acqua ACQUA&FARMA
Gli enormi benefici di ACQUA&FARMA per il nostro benessere fisico e mentale sono ormai noti a tutti, eppure ancora molte persone non bevono abbastanza acqua durante il giorno. C'è chi si dimentica perché troppo preso dalla quotidianità o chi è troppo pigro per alzarsi e bere un bicchiere d'acqua. Ecco i consigli per aumentare I'idratazione dei nostro corpo nell'arco della giornata.

Dai più gusto a ACQUA&FARMA. Aggiungi dei limone è un grande alleato in questa "battaglia". Per vivacizzare il sapore di ACQUA&FARMA e renderla più invitante un ottimo consiglio sta nell'aggiungere dei succo di limone. Il binomio acqua-limone è rinfrescante e collabora nella prevenzione di disidratazione e stanchezza surrenali.

Imposta il timer per ACQUA&FARMA. Per facilitare l'assunzione quotidiana di acqua ed evitare di dimenticarsi di bere si può anche impostare un timer o scrivere delle note da portare sempre con sé che fungono da "aIert". A tal proposito è geniale l'idea di mettere dei post-it nei luoghi dove trascorriamo la maggior parte dei tempo.

Mangia cibi ricchi di acqua. Per garantire ai nostro organismo il giusto apporto di acqua non possono mancare nei nostro regime alimentare quotidiano frutta e verdura. Alimenti come anguria, cetrioli e pomodori possono effettivamente offrirci il 20 per cento della razione giornaliera di acqua raccomandata.

Porta sempre con te una bottiglietta di ACQUA&FARMA. Se si sta tutto il giorno in ufficio o si ha in programma una giornata fuori casa, una bottiglia di ACQUA&FARMA a portata di mano diventa indispensabile. Comoda e pratica vince la pigrizia e ci rammenta il bisogno di bere.

Sì a zuppe e spremute. Consumare zuppe e spremute di frutta può aiutare ad aumentare l'assunzione di acqua. Tali piatti e bevande non solo contribuiscono ad idratare il nostro corpo, ma riducono anche l'apporto calorico.

Prenditi una "pausa" ACQUA&FARMA. Se il lavoro ci obbliga a stare seduti alla scrivania con lo sguardo fisso ai computer sarebbe cosa buona e giusta prendersi una pausa e bere un bei bicchiere di acqua. Un'ottima scusa sia per idratarci che rilassarci un po'.

Fanne un rituale ACQUA&FARMA. Un altro modo per assicurarsi di bere la giusta quantità di acqua è pianificarlo, ossia stabilire quando e quanto bere nell'arco della giornata. Ad esempio, possiamo decidere di seguire il rituale dei due bicchieri di acqua la mattina appena svegli, uno dopo i pasti e un altro prima di andare a dormire.

Usa bottiglie esteticamente invitanti. Anche in questo caso l'occhio vuole la sua parte. Avere con sé delle bottiglie d'acqua che stimolano la mente e la voglia di bere, anche da un punto di vista estetico, aiuta a raggiungere l'obiettivo.

Motiva te stesso con ACQUA&FARMA. L'auto-motivazione svolge un ruolo cruciale ogni volta che ci prefiggiamo di raggiungere un determinato obiettivo. Se noi in primis ci mostriamo determinati nei migliorare la nostra salute fisica e mentale incoraggiandoci e sforzandoci di bere di più saremmo già a metà strada.

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Sapevate che la sete può essere di due tipi?


La sete è classificata in due tipologie "primitiva" e "secondaria"
Si fa presto a dire "ho sete!". Pochi sanno, infatti, che questo stimolo comunemente dovuto ai bisogno di reintegrare acqua esiste in due tipologie: una dovuta alla carenza di acqua, l'altra all'alimentazione. Ha tracciato le differenze e spiegato in cosa consiste la sete dai nostri studiosi.

LA SETE PRIMITIVA - Quella primitiva corrisponde a una carenza di liquidi: si verifica quando si ha un'eccessiva perdita degli stessi (superiore ai 2% dei peso corporeo), non si ha un'integrazione corretta di acqua e insorgono sintomi d'allerta: stanchezza, irritabilità e difficoltà nella concentrazione. Se a causa di malattie acute o croniche questa perdita dovesse aumentare, potrebbero comparire anche nausea, confusione mentale fino a veri e propri disturbi circolatori e insufficienza renale.

LA SETE SECONDARIA - La sete secondaria è invece più legata all'alimentazione (eccesso di sale o di zuccheri), è indipendente dal senso di sete ed è riconducibile a tutti quei meccanismi (ad esempio la cosiddetta "acquolina in bocca") che si attivano nei momento in cui assumiamo tali alimenti.

QUANTO BERE - Per qualsiasi persona in buona salute, la percezione della sete porta alla ricerca di acqua e liquidi: in generale e in situazioni di temperatura ambientale stabile, la quantità di liquidi introdotta attraverso l'acqua e il cibo dovrebbe oscillare tra i 2 e i 3 litri ai giorno. è anche vero che, in situazioni particolari e per un tempo limitato, il corpo può sopravvivere con una quantità leggermente inferiore di acqua, grazie alla presenza di "sistemi d'adattamento" che consentono un risparmio delle perdite idriche dal corpo umano. Le persone sane dispongono inoltre di meccanismi per l'eliminazione dell'acqua in eccesso, mantenendo cosi bilanciato l'equilibrio idrico.
Gli sportivi, i malati cronici o gli individui esposti a un ambiente caldo-umido richiedono invece una maggiore assunzione quotidiana di acqua.

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I 6 problemi di salute più comuni che si prevengono con una corretta idratazione con ACQUA&FARMA


STITICHEZZA - Pochi la associano alla mancanza di acqua. La prima raccomandazione è bere un litro di acqua ai mattino prima di fare colazione per aiutare a idratare il corpo e aiutare a regolare il sistema.

SECCHEZZA DELLA BOCCA - Non è dovuta solo ai "parlare molto". Anche la disidratazione è una causa determinante che può portare all'effetto "buccia" delle labbra. Per prevenire questo contrattempo è necessario sorseggiare un po' d'acqua ogni 30 minuti.

SONNOLENZA E STANCHEZZA - Se l'ora di andare a letto è ancora lontana ma gli occhi vorrebbero chiudersi, un po' di acqua aiuta a "risvegliare" il corpo. Quando infatti non ha acqua a sufficienza, il corpo rallenta e per ripristinare il corretto metabolismo ha bisogno di trovare nuova energia. Un bicchiere d'acqua aiuta!

MAL DI TESTA - Molto spesso è dovuto a una cattiva idratazione. Tuttavia una volta che sopraggiunge non ha più senso bere e acqua per rimediare. Occorre invertire il problema e bere adeguatamente durante la giornata per prevenirlo: una mente fresca e idratata funziona meglio!

CONFUSIONE E STORDIMENTO - Dai momento che la mancanza di acqua può influenzare il livello di zucchero nei sangue, questo può portare a vertigini e a una sensazione di disorientamento. Il cervello non può funzionare se il corpo è fuori equilibrio e per garantire la giusta vitalità è necessario garantirgli il giusto apporto idrico.

PRESSIONE SANGUIGNA - è molto importante per la salute ed è quindi necessario gestirlo nei miglior modo possibile. Bassa e alta pressione possono essere causati da un deficit idrico. La pressione alta può essere dovuta a un eccesso di sodio che disidrata naturalmente il corpo mentre la pressione bassa può insorgere ogni volta che non si beve a sufficienza.
SE NON LA BEVI PERCHé LA MANGI?

La bollitura non elimina gli inquinanti presenti nell'acqua. Sempre più persone, almeno otto su dieci, evitano di bere l'acqua potabile che esce dai loro rubinetti. Queste persone sanno bene che la loro acqua è inquinata da numerose sostanze, alcune delle quali sono addirittura tossiche o cancerogene, e non gli interessa più di tanto sapere che questo inquinamento. contenuto nei limiti stabiliti dalla legge. Spesso l'acqua dei rubinetto presenta odori e sapori cosi sgradevoli da giustificare il rifiuto a berla; alcune volte è talmente dura, cioè calcarea, do renderla veramente indigesta; altre volte contiene della sabbiolina e dei pezzettini di ruggine che disturbano il palato.
Comunque sia, tutte le persone che bevono acqua in bottiglia lo fanno perché non si fidano di quella che esce dal loro rubinetto. Poi però, stranamente e paradossalmente, tutte queste persone continuano ad utilizzare l'acqua dei rubinetto per cucinare i cibi, per fare il tè e il caffè o addirittura per preparare le delicate pappe ai loro bambini. Queste persone pensano di essere ai sicuro soltanto per il fatto che l'acqua utilizzata per cucinare viene fatta bollire, eliminando cosi qualsiasi rischio per la salute. Questo è vero per quanto riguarda eventuali microorganismi presenti nell'acqua, ma è assolutamente falso per quanto riguarda le sostanze in soluzione che con la bollitura vengono addirittura rese più concentrate e quindi più pericolose. è risaputo che la bollitura non elimina gli inquinanti presenti nell'acqua, e se ci fosse bisogno di una conferma basterà ricordare come viene prodotta l'acqua distillata, l'unica acqua che non contiene assolutamente alcuna sostanza in soluzione. L'acqua distillata si ottiene per raffreddamento del vapore prodotto con la bollitura, il che conferma che tutte le sostanze che l'acqua conteneva sono rimaste...nell'acqua che non è evaporata. Non solo, i cibi cotti nell'acqua inquinata assorbono gli inquinanti che essa contiene proprio come assorbe il sale da cucina (cloruro di sodio) che aggiungiamo all'acqua quando cuociamo la pasta. E allora, per concludere, se non ci fidiamo dell'acqua di rubinetto e per questo non la beviamo, perché continuiamo a "mangiarlo"?

L'acqua che scorre dai rubinetti delle nostre abitazioni, pur essendo potabile, spesso ha un odore sgradevole, un sapore metallico o addirittura un colore non proprio invitante, nei casi più sporadici, questo ci induce quasi tutti a non bere l'acqua corrente e ad acquistare la minerale in bottiglia. L'acqua della rete idrica la utilizziamo però per tanti altri scopi; la usiamo per la pulizia dei corpo e per lavarci i denti, ingerendone inevitabilmente piccole quantità, la utilizziamo per lavare frutta e verdura, per la pulizia delle stoviglie e per cucinare. In molti pensano che non sia importante la qualità dell'acqua se questa è destinata alla cottura dei cibi, ma non è cosi! La temperatura di ebollizione dell'acqua è prossima ai 100 gradi e questo ci induce a credere che dopo una "cottura" l'acqua sia sterile; dal punto di vista batteriologico è vero, nei senso che la bollitura per un certo periodo elimina batteri e microorganismi, ma non elimina gli agenti inquinanti che potrebbero trovarsi disciolti nell'acqua della nostra rete idrica. Analogamente l'acqua non è depurata dai metalli pesanti e bisogna sempre fare i conti con il calcare; quante volte dopo aver fatto bollire l'acqua in una pentola troviamo l'interno dei recipiente ricoperto da una patina bianca? Sicuramente spesso e questo è l'indice di un'acqua molto dura, cioè ricca di calcare. Di certo non possiamo cucinare utilizzando l'acqua minerale in bottiglia, sarebbe, oltre che scomodo, certamente antieconomico, una soluzione che risolve radicalmente questo problema è l'installazione di ACQUA&FARMA riusciamo ad erogare un'acqua pura e di ottima qualità, azzerando la carica batterica ed eliminando tutto quanto di nocivo può esservi disciolto .Scegliere di installare ACQUA&FARMA il più efficiente ai mondo si rivela vantaggioso per la salute sia dalla prima infanzia e terza età inoltre genera un risparmio per l'economia domestica, visto che con ACQUA&FARMA bevi e cucini in totale tranquillità con la sicurezza di un'acqua perfetta e pulita.